Firmato il Patto tra le religioni in Italia

Firmato il Patto tra le religioni in Italia. Zuppi: «Insieme per un'umanità più unita»


di Agnese Palmucci, Roma

Stamattina, a Roma, quindici leader delle comunità religiose più diffuse nel Paese hanno sottoscritto un documento storico per il dialogo e la coesione sociale. La firma è il frutto di tre anni di incontri tra i rappresentanti coordinati dalla Conferenza episcopale italiana.


Si sono alzati uno ad uno, hanno raggiunto il piccolo podio al centro all'auditorium dell’Ara Pacis e hanno firmato il documento storico. Un impegno, preso a nome delle intere comunità che rappresentano in Italia, che sancisce la presenza di un «sodalizio di religioni» che promuove «la coesione sociale, la dignità della vita e il senso di comunità» nel Paese. Cristiani, musulmani, ebrei, sikh, induisti, buddisti, bahá’í. Il Patto per il dialogo, sottoscritto stamattina dai leader delle religioni più diffuse in Italia, ufficializza «La via italiana del dialogo interreligioso», e, come ha sottolineato il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, mette in risalto un «metodo», che parte dall’ascolto profondo per rigenerare il tessuto sociale. «Chi ascolta Dio ascolta l'altro - ha aggiunto il porporato - e oggi credo sia un momento davvero di grande gioia e di grande impegno per tutti». È stata proprio la Conferenza dei vescovi italiani a promuovere e coordinare il percorso di riflessione tra i leader religiosi in un Tavolo di confronto che si è costituito nel 2023 e che ha portato oggi alla firma del Patto scritto insieme. «La Cei è contenta di partecipare - ha l’arcivescovo di Bologna -, di essere membro di questo Tavolo che guarda il futuro e costruisce il futuro del nostro Paese, e speriamo di una convivenza della famiglia umana finalmente un po' più unita». Al cuore del Patto c’è «l’opzione del dialogo», che i leader religiosi si impegnano a «percorrere con determinazione anche quando le posizioni divergono e quando le pressioni interne o esterne alimentano fratture, dissidi», si legge nel testo. E anche «nella circostanza in cui lo sviluppo del dialogo dovesse apparire difficile da mantenere» aggiungono, «ci si impegna comunque a che i valori fondamentali condivisi nel patto vengano preservati».